PUBBLICAZIONI

Autori: Giuliana Iurlano , Antonio Donno
pp. 386,      1a edizione  2017

Le tre parti che compongono questo libro ripercorrono la storia degli Stati Uniti dall’epoca della colonizzazione, attraverso la fondazione della nazione, sino alla guerra anglo-americana del 1812-1815. Nella prima parte, di Giuliana Iurlano, sono studiati i concetti basilari che, durante la lunga fase della colonizzazione e sulla scorta del pensiero di Spinoza, costituirono la base filosofica della Dichiarazione d’Indipendenza, con un accento particolare posto sul problema della continuità o rottura tra essa e la Costituzione americana. Nella seconda parte, sempre Giuliana Iurlano analizza il pensiero politico di George Washington e gli esordi della politica estera americana tra neutralità e impegno nello scenario internazionale, sino alla guerra contro i corsari islamici del Nord-Africa ai tempi di Thomas Jefferson. Nella terza parte, di Antonio Donno, si ricostruiscono infine le origini, gli sviluppi e le conclusioni della guerra tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti del 1812, che gli americani, alquanto enfaticamente, definirono la “seconda guerra d’indipendenza”.

 

41urCsYdR+L._SR600,315_PIWhiteStrip,BottomLeft,0,35_SCLZZZZZZZ_L’amministrazione Nixon e il continente africano. Tra decolonizzazione e guerra fredda (1969-1974)

Autori: Antonio Donno , Giuliana Iurlano
Contributi di: Craig Daigle, Maria Luisa De Benedetto, Luke A. Nichter, Antonio Peciccia, Fiorella Perrone, Bruno Pierri, Lucia Ponzo, Francesca Salvatore, Angela Torelli
 pp. 324,      1a edizione  2016

Durante gli anni della sua presidenza, Nixon ereditò una situazione sempre più complessa sulle questioni africane, soprattutto quelle riguardanti l’Africa subsahariana e australe. Già Kennedy e poi Johnson avevano tentato di rimodulare la politica americana verso l’Africa meridionale, ma con scarsi risultati. Con Nixon e Kissinger al suo fianco, i problemi di quell’area si fecero ancor più incalzanti. La nascita e il rafforzamento dei movimenti d’indipendenza africani avevano posto le tradizionali potenze coloniali europee in una situazione sempre più difficile e gli stessi Stati Uniti, pur essendo estranei alla storia coloniale europea in Africa, dovettero fare i conti con movimenti locali ai quali l’Unione Sovietica (e, in misura minore, ma non per questo meno preoccupante, la stessa Cina comunista) guardava con grande interesse. Il legame politico che univa Washington ai suoi alleati europei impediva al governo americano di prendere posizioni nette contro i regimi bianchi dell’Africa meridionale. La penetrazione sovietica e quella cinese – sebbene quest’ultima in competizione con la prima – avevano finito per spostare l’epicentro della guerra fredda in una regione fino a quel momento estranea al contenzioso storico tra Unione Sovietica e Stati Uniti, benché, a livello generale, progredisse il processo di détente tra i due blocchi. I saggi presenti nel volume analizzano la politica americana sia nella sua impostazione generale, sia nei vari contesti in cui si esplicò in quegli anni.

 

9788854886926Friends, not allies. Le relazioni Stati Uniti-India negli anni dell’amministrazione Kennedy

Autore: Francesca Salvatore

pp. 344, 1a edizione  2017

L’opera è nata all’interno dei National Archives britannici, dei NARA statunitensi e dei National Archives of India nel tentativo di ricostruire il rapporto Washington–New Delhi come un dialogo a due a voci basato, anche e soprattutto, sulle fonti indiane. Tre anni della storia mondiale che hanno visto come protagonisti John F. Kennedy, leader della New Frontier, e Jawaharlal Nehru, guru dell’India non allineata: fra i due, John K. Galbraith, spesso abbandonato da Washington e costretto a “domare” le richieste del vecchio Pandit. Sullo sfondo la Guerra Fredda, la crisi del Commonwealth e il dramma del Kashmir. Uno scacchiere complesso che stenta, ancora oggi, a pacificarsi.

 

9788854888166WASHINGTON E RIYADH,fra confronto bipolare e guerra fredda araba (1961-1963)

Autore: Patrizia Carratta

pp. 356, 1a edizione 2016

Basato su una vasta gamma di fonti archivistiche americane e britanniche, Washington e Riyadh. Fra confronto bipolare e Guerra Fredda araba ricostruisce i difficili rapporti fra i custodi della Mecca e la superpotenza americana durante gli anni della presidenza Kennedy, inquadrandoli in una più ampia prospettiva regionale e mondiale. L’analisi non manca di offrire riflessioni sugli anni precedenti e successivi, permettendo così di apprezzare gli elementi di continuità e discontinuità nelle relazioni fra Stati Uniti e Arabia Saudita, nonché la moltitudine e vastità di interessi, ora convergenti ora contraddittori, che di volta in volta hanno informato le rispettive politiche, come singoli Stati e come alleati.