CENTO ANNI FA…LA GRANDE GUERRA

Il treno si fermò a Bazancourt […]. Scendemmo. Con rispettosa incredulità tendemmo l’orecchio al rimbombo lento e ritmato del fronte, a quella melodia da laminatoio che poi, per lunghi anni, ci sarebbe stata familiare. […] Sapevamo noi allora che quel sordo brontolio dietro

l’orizzonte, crescendo fino a diventare tuono ininterrotto, prima uno poi un altro, ci avrebbe inghiottiti quasi tutti?

 Ernst Jünger, Tempeste d’acciaio

 

 

 

Premessa

Quest’anno ricorre il centenario della Prima Guerra Mondiale, della “Grande Guerra” – come venne subito definita dai contemporanei – e noi crediamo che ciò possa costituire un’occasione per rileggere uno degli eventi più importanti che hanno aperto il XX secolo e per consentire ai nostri ragazzi di “assaggiare” in prima persona una storia che, anche se “lontana”, appartiene a tutti noi, se non altro perché i soldati partiti per il fronte erano, per la maggior parte, tutti ragazzi giovanissimi, molti dei quali non fecero più ritorno a casa. A tal fine, su sollecitazione di

importanti associazioni locali e nazionali e per caratterizzare al meglio l’orientamento dei giovani 1

studenti che l’Università del Salento sta da anni ormai realizzando, abbiamo elaborato un progetto         

di ricerca che può veramente collegare al meglio Scuola, Università e Territorio.

A questa grande storia, infatti, si intreccia un’altra piccola grande realtà: quella dell’AFS, un servizio volontario di ambulanze nato durante la Grande Guerra e oggi il maggior organismo internazionale di scambi per giovani e di educazione interculturale. Gli scambi scolastici  dell’AFS, gestiti in Italia dai volontari di Intercultura, coinvolgono ogni anno 12.000 studenti di oltre 60 Paesi. Dal programma AFS hanno tratto spunto l’Unione Europea per il progetto Comenius e molte altre organizzazioni governative e non, che, negli ultimi decenni, hanno compreso l’importanza di uscire dalla propria cultura e di vedersi attraverso gli occhi di un forestiero, per diventare cittadini coscienti del proprio Paese, dell’Unione Europea e del mondo.

Alcune considerazioni di carattere generale: una delle caratteristiche della formazione dei giovani è quella di prepararli a comprendere e trattare i nuovi problemi emergenti da una società in cui la conoscenza è, insieme, valore fondante e strumento dinamico di acquisizione di nuovi saperi, soprattutto nel contesto delle nuove forme di relazione fra cittadini europei da una parte, ed istituzioni dall’altra. Tra queste ultime, la scuola, in particolare, ha il compito dell’istruzione e della formazione di ogni giovane individuo, che – grazie alle conoscenze apprese nel percorso scolastico – sarà messo in grado di vivere la sua dimensione sociale di cittadino europeo che si confronta positivamente con una realtà di cittadinanza allargata e di democrazia aperta, ma, soprattutto, con le nuove forme di governance che il mondo attuale richiede.

Non sempre, tuttavia, tale caratteristica formativa è garantita dalle istituzioni scolastiche, che si trovano a gestire una realtà in profondo e veloce cambiamento sia dal punto di vista generazionale, sia da quello delle conoscenze strumentali in grado di collegare i giovani immediatamente – e, talvolta, senza la mediazione dell’adulto – al mondo circostante, inteso come contesto “globale” nel quale la personalità individuale di ciascuno rischia di scomparire. Né si può

 

 

 

ritenere che il passaggio dei giovani agli studi universitari possa risolvere tout court il problema. Infatti, molti studenti iscritti a corsi di laurea umanistici presentano spesso delle gravi carenze proprio nelle conoscenze storiche e linguistiche di base, carenze che li costringono a rallentare il percorso di studio o, peggio, a rinunciare ad esso. Non soltanto, dunque, emergono  frequentemente lacune nelle conoscenze storiche, ma esse risultano ancora più gravi se riferite all’importante contesto internazionale nel quale viviamo. Ignorare o, comunque, non essere in grado di cogliere l’importanza dei principali cambiamenti che avvengono nelle relazioni internazionali e che si traducono, in ogni caso, in aspetti della vita quotidiana di ciascuno di noi, significa essere tagliati fuori dai principali processi di cambiamento.

Del resto, è fondamentale l’interazione tra università e scuole secondarie superiori sia ai fini dell’orientamento degli studenti nella scelta  del  corso  di  studi  post-secondario,  sia  nella elaborazione di strategie che – nella costruzione di percorsi formativi attenti ad un lavoro di pianificazione e di mediazione fra molteplici esigenze – tengano conto, soprattutto, dei  propri potenziali utenti.  Quest’ultimo  aspetto,  infatti,  non  solo  costituisce  un  passaggio  fondamentale nella fase di pre-immatricolazione (gestito attraverso la predisposizione di convenzioni o progetti specifici che rafforzino un rapporto più stretto con gli istituti scolastici, al fine di effettuare un orientamento in ingresso più efficiente, così  come  l’Università  del  Salento  sta  cercando  di  fare negli ultimi anni), ma anche in quella della elaborazione di strumenti che portino gli studenti ad esplorare le risorse personali ed a valutare sia la propria preparazione, sia le proprie attitudini ed inclinazioni, così da informarli adeguatamente sulle conoscenze richieste per l’accesso ai  corsi di laurea; tutto ciò, naturalmente,  contribuisce  in  maniera  significativa  ad  aumentare  la  loro possibilità di successo e a diminuire il tasso di abbandono.                              2

Un altro elemento fondamentale è costituito da un sostanziale raccordo tra Scuola,

Università e Territorio, quest’ultimo inteso non solo dal punto di vista istituzionale, ma anche e soprattutto dalla prospettiva dei soggetti culturali che contribuiscono insieme alla crescita comune. Ruolo rilevante in questo campo spetta anche alle associazioni, tra le quali, quando si parla di mondo giovanile, AFS Intercultura si colloca in prima linea nel promuovere programmi di mobilità individuale e di gruppo. La mobilità individuale è una risorsa, poiché permette a tutti gli studenti – sia a quelli che partono, che a quelli che ospitano – di confrontarsi con la diversità in situazioni quotidiane, che, per gli adolescenti, sono rappresentate da abitudini familiari, sistemi scolastici, consuetudini, valori, miti ed eroi locali e nazionali, visti dal di dentro e dal di fuori. È questo un modo per potenziare le funzioni della memoria e dell’identità, nella formazione di una coscienza planetaria. Queste esperienze rappresentano per i giovani una straordinaria opportunità di migliorare la loro crescita personale e di proiettarsi nel futuro, non solo con la consapevolezza che la diversità pone problemi altri rispetto a quelli con cui sono abituati a confrontarsi, ma anche con un maggiore interesse verso le problematiche mondiali del terzo millennio.

Da questo punto di vista, il Salento sta vivendo una fase estremamente positiva sul piano culturale: prova ne è l’impegno concreto del Comune di Lecce nel sostenere le esperienze di mobilità individuale, col mettere a disposizione, già da qualche anno, una borsa di studio per un programma di studio trimestrale all’estero. La stessa candidatura di “Lecce a capitale della cultura” bene s’inserisce in questo quadro molto vivace e vitale delle molteplici attività che si svolgono nella nostra penisola. Si può dire che, nonostante la crisi – o, forse, “grazie” alla crisi – i nostri giovani guardano il mondo circostante con occhi differenti e, soprattutto, con il desiderio di innovare in modo creativo. E questo, naturalmente, non può che costituire un elemento di forza da

 

 

 

cui partire per rafforzare la sinergia esistente o per crearla, laddove presentasse ancora delle lacerazioni.

In definitiva, in linea con la legge 7 marzo 2011, n. 78, recante la “Tutela del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale” e con l’operato del Comitato storico-scientifico per il “Centenario della Pima Guerra Mondiale”, di cui ai Decreti del Presidente del Consiglio del Ministri del 3 agosto 2012, del 27 maggio 2013 e del 6 giugno 2013, il progetto si muove nell’ambito

 

  • della valorizzazione dello straordinario patrimonio delle testimonianze materiali e immateriali del primo conflitto mondiale;
  • della conservazione della dimensione storico-culturale degli eventi passati, attraverso il recupero dei luoghi in cui gli eventi sono accaduti, al fine i tramandare la propria storia alle generazioni future;
  • dell’organizzazione di mostre, convegni e manifestazioni a carattere storico- commemorativo, o altre iniziative di tipo culturale,

 

definendo ed organizzando il complesso degli interventi in modi e contesti unitari e nella più stretta collaborazione con gli enti territoriali interessati, nonché con altri comitati/commissioni esistenti sul territorio nazionale che operano nell’ambito di vari Ministeri.

 

 

Soggetti proponenti (Applicants)                                                                                                                 3

  • Il CESRAM (Centro Studi Relazioni Atlantico-Mediterranee) è un’associazione senza finalità di lucro, costituitasi nel 2012 allo scopo di promuovere a livello nazionale e internazionale lo studio delle relazioni internazionali tra l’Italia e i paesi della comunità euro-atlantica e dell’area mediterranea;
  • INTERCULTURA ONLUS è un ente morale riconosciuto con DPR n. 578/85: posto sotto la tutela del Ministero degli Affari Esteri, si occupa della costruzione del dialogo interculturale attraverso gli scambi scolastici tra studenti di circa 60 paesi, è presente in tutta Italia con 150 centri locali in cui operano i volontari. Dal 2007 è affiancata dalla Fondazione Intercultura, attiva nei seguenti settori: studi e ricerche, pubblicazioni, corsi di formazione e convegni internazionali in ambito

 

Soggetti che aderiscono al progetto (Co-Applicants)

 

  • UNIVERSITÀ DEL SALENTO
  • DIPARTIMENTO STUDI UMANISTICI
  • PROVINCIA DI LECCE
  • PREFETTURA DI LECCE
  • S.R. PUGLIA – UFFICIO SCOLASTICO TERRITORIALE DI LECCE
  • COMUNE DI LECCE
  • ALTRI COMUNI SALENTINI DA INDICARE (possibilmente gemellati con partners

stranieri o con comuni italiani in cui si sono svolte le principali operazioni di guerra)

  • CENTRO DI DOCUMENTAZIONE STORICA (CEDOS) SULLA GRANDE GUERRA

(Comune di San Polo di Piave)

 

 

 

 

  • ARCHIVIO DI STATO DI LECCE
  • ARCHIVIO COMUNALE DI LECCE
  • ARCHIVIO DELLA CURIA ARCIVESCOVILE DI LECCE
  • ALTRI ARCHIVI ANCHE PRIVATI DA INDICARE
  • MUSEO “CASTROMEDIANO” di LECCE

 

 

Il progetto è inserito nell’ambito delle Manifestazioni Nazionali per il centenario della nascita dell’Associazione Internazionale AFS (American Field of Service-Intercultura). Per tali manifestazioni sono stati ottenuti i seguenti patrocini:

  • Ministero degli Affari Esteri
  • Comitato per il Centenario della Prima Guerra Mondiale (istituito dal Governo italiano il 3 novembre 2013) – patrocinio in via di definizione

 

Obiettivi generali del progetto

 

  • Creare una forte interazione tra Scuola, Università e Territorio, favorendo il percorso di orientamento nella scelta degli studi universitari;
  • innovare la metodologia di approccio interdisciplinare e multidisciplinare allo studio della storia e delle relazioni internazionali,  attraverso  la  simulazione  del  percorso  di  ricerca storica sulle fonti e negli archivi;                                                                                          4
  • favorire le relazioni sociali interclasse nella scuola attraverso lo scambio di esperienze e la

costruzione/condivisione di un progetto di lavoro;

  • favorire lo scambio di studenti salentini con studenti stranieri o di comuni italiani gemellati, sia durante alcune fasi del laboratorio (gli studenti stranieri o di altri comuni non salentini potrebbero essere invitati a parteciparvi), sia nella fase finale del percorso (manifestazione pubblica) o nei due anni successivi (per esempio, uno scambio di studenti per visitare i percorsi “fisici” (trincee, campi di battaglia, ecc.), storico-geografici, culturali in genere, della guerra o altre testimonianze (sacrari, centri di documentazione, );
  • stimolare la creatività dei gruppi laboratoriali, incoraggiandoli a realizzare anche prodotti audiovisivi di vario genere (un “corto” sul lavoro in itinere del gruppo di laboratorio; una presentazione power point; un filmato finale, una “mostra” con le fonti utilizzate, una raccolta di scritti, lettere, diari, ecc.)
  • celebrare il centenario della Prima Guerra Mondiale attraverso una serie di attività laboratoriali di ricerca, invece di ricorrere soltanto alla retorica formale, poco stimolante per i giovani;
  • promuovere nei giovani la consapevolezza che, dai grandi avvenimenti storici, anche tragici, possono nascere esperienze di solidarietà internazionale e volontarismo, finalizzate alla costruzione della pace attraverso il dialogo tra le culture;
  • dare un significativo contributo a “Lecce capitale della cultura 1919”, mostrando come il capoluogo salentino possa diventare anche un elemento trainante e di raccordo sul piano dell’innovazione metodologica e

 

 

 

 

Obiettivi più specifici del progetto

 

Scuole medie di I grado:

  • utilizzare le fonti storiche più vicine al vissuto degli studenti, usando i nomi dei caduti dei loro paesi per ricostruirne il contesto sociale e allargarlo, poi, a quello globale dell’evento storico. In questo modo, la Prima Guerra Mondiale non sarebbe soltanto un mero oggetto di studio, ma diverrebbe un momento di condivisione (anche mnemonica) di un fattore che ha inciso direttamente sulla vita delle persone a loro più vicine;
  • analizzare la toponomastica del proprio comune, per individuare eventuali riferimenti storici alla Prima Guerra Mondiale;
  • fare una piccola indagine sociologico-statistica sulle vittime (quante? quali attività svolgevano? ci sono reduci? )
  • scoprire se, nel proprio comune di appartenenza o in quello della propria scuola, vi siano stati edifici adibiti ad ospedali, o ad altre attività collegate con le operazioni

 

Scuole medie di II grado:

  • sondare le fonti, riconoscerne la tipologia, associarvi dati e informazioni implicite ed esplicite, contestualizzarle, ricostruire cronologicamente sequenze di fatti e di avvenimenti, proporre domande produttive, analizzarle ed elaborarle;
  • utilizzare la metodologia disciplinare specifica per analizzare fonti di vari tipo;
  • tradurre in italiano eventuali fonti/documenti/trattati internazionali in lingua straniera; 5
  • cogliere il contesto politico-letterario-filosofico e artistico delle fonti su cui si lavora;
  • ricostruire sulle carte geografiche gli eventi importanti della Prima Guerra Mondiale e riconoscere le aree strategiche fondamentali;
  • analizzare l’intreccio esistente tra eventi storici e modalità di propaganda, tra i principali movimenti artistici e letterari del tempo e l’uso della fotografia e del cinematografo per testimoniare alcuni episodi bellici;
  • cogliere il ruolo della stampa nel creare il consenso delle masse;
  • valorizzare le esperienze, nell’ottica dell’educazione alla pace e della possibile risoluzione non violenta dei conflitti internazionali, di enti ed associazioni non governative che hanno prestato la propria opera durante il primo conflitto mondiale per soccorrere i feriti e salvare vite umane;
  • imparare a “gestire” un laboratorio, dividendosi compiti e ruoli, in base al riconoscimento delle competenze altrui;
  • saper lavorare in team, riconoscere e risolvere eventuali problemi, tendere tutti alla realizzazione dell’obiettivo comune, step by

 

 

Destinatari

 

  • Studenti delle classi 2° e 3° scuola media inferiore della Provincia di Lecce
  • Studenti delle classi 3° e 4° scuola media superiore della Provincia di Lecce

 

 

 

 

Durata del percorso:

 

da settembre 2014 a maggio 2015 (coincide con l’anno scolastico e, in parte, con l’anno accademico). Il progetto, tuttavia, dovrebbe essere ripetuto fino al 2018, centenario della fine della Prima Guerra Mondiale; esso avrebbe, dunque, una durata complessiva triennale. Ciò consentirebbe agli studenti che partecipano al primo anno di laboratorio di poter effettuare, l’anno successivo, un programma di scambio o di viaggi-studio per visitare i luoghi della memoria della Grande Guerra.

 

 

Struttura del percorso:

il percorso è didatticamente flessibile e si basa sull’apprendimento per scoperta e sulla

 valenza didattica dell’errore, ma richiede l’assistenza dei tutors accanto ai referenti nominati dalle scuole per l’organizzazione dei laboratori. Se ci sono molte richieste da parte dei ragazzi, le scuole possono formare anche più di un laboratorio (ogni laboratorio sarà costituito al massimo da 20 studenti), e nominare altri referenti. Il percorso verrà tarato sulle scuole (medie inferiori o superiori) che vi partecipano.

È importante che ogni laboratorio possa, eventualmente, utilizzare il sistema LIM, o le videoconferenze, il webmeeting, e tutto ciò che possa facilitare il contatto anche reale con i tutors o con la rete di laboratori.

Possiamo dividere il percorso in una fase preliminare e in tre fasi di attività:                                      6

 

§  Fase preliminare:

 

  • Invio per tempo a tutte le scuole, perché ne discutano durante il primo collegio di settembre, del progetto con la richiesta di eventuale adesione. In seguito, le scuole faranno conoscere al Comitato organizzatore il nome degli alunni che desiderino iscriversi al laboratorio, il numero dei laboratori formati in ogni scuola e il nome del/dei referente/referenti (non necessariamente docenti di storia), che parteciperanno alla prima riunione a
  • Il momento di comunicazione/spiegazione del percorso agli studenti è una delle fasi più importanti del progetto perché deve servire a stimolare o a rafforzare la motivazione: di conseguenza, fondamentale è, prima di tutto, comunicare ai ragazzi la passione per la ricerca, restituire loro quel senso aristotelico di “meraviglia”, che è il primo passo per porsi delle domande e per cercare delle risposte, elemento, questo, che apre al mondo della conoscenza e al desiderio di esplorarlo. Rendere i ragazzi partecipi in prima persona della ricerca storica è, dunque, importantissimo. Per questo, saranno proprio loro i protagonisti principali del percorso di laboratorio, un percorso che parte con il reperimento, nelle proprie famiglie, delle fonti su cui si articoleranno i lavori del gruppo. È, questa, una fase importante anche per un altro motivo: nel reperimento delle fonti, i ragazzi potrebbero essere indotti a portare delle fonti non pertinenti, di altra epoca, per esempio. In tal caso, proprio l’errore – e non dimentichiamo che i ragazzi lavoreranno “al buio”, senza una conoscenza approfondita del periodo relativo al primo conflitto mondiale, e, dunque, in un’iniziale situazione di “ostacolo cognitivo” – deve assumere

 

 

 

 

  • una fondamentale valenza didattica; non basta, cioè, escludere quella fonte non pertinente, ma occorre portare gli studenti stessi a capirne la
  • Il fatto che le fonti provengano dalle famiglie degli studenti comporta un altro elemento significativo: una volta esaurito il percorso di laboratorio, le fonti trovate – con il consenso dei proprietari – potrebbero essere inviate al sito europeo di raccolta del materiale relativo alla Grande Guerra (http://www.europeana-collections-1914-1918.eu/). In tal modo, ci sarebbe, da parte di tutti i partecipanti al progetto, l’opportunità di contribuire all’arricchimento del materiale digitalizzato del sito, messo a disposizione di

 

§  1° fase:

  • riunione con tutti i referenti delle scuole per spiegare le modalità di impostazione dei laboratori, del reperimento delle fonti e della formazione dei gruppi di lavoro (ogni laboratorio sarà composto da 20 studenti al massimo e si riunirà almeno un pomeriggio ogni 15 giorni);
  • gli studenti sono invitati dai referenti a cercare nelle proprie case o in quelle di conoscenti del materiale di qualunque tipo relativo alla Prima Guerra Mondiale o, comunque, ai primi anni del ’900;
  • sulla base della tipologia delle fonti trovate, vengono formati i gruppi di lavoro;
  • nel caso in cui non si trovasse materiale a sufficienza,  i  tutors  e  i  referenti  proporranno soluzioni alternative (es.: la letteratura/poesia di guerra; l’innodia e le canzoni del tempo; i movimenti artistici e culturali; gli  equipaggiamenti  dei  soldati;  le  strategie  e  le  tattiche  belliche, );                                                                                                                             7
  • in questa fase, potrebbero essere programmate visite alla Mostra Fotografica del CEDOS

 “Albania. Fronte dimenticato della Grande Guerra (attualmente in provincia di Lecce, ma con la possibilità di spostarla nel capoluogo): essa presenta, tra l’altro, anche una selezione di fotografie sui sottomarini stranieri che attraversavano il Canale d’Otranto; dunque, si collega adeguatamente all’analisi del nostro territorio;

  • visita della mostra itinerante allestita per il Centenario di AFS, che farà tappa a Lecce. Si tratta di 12 roll up che tracciano la storia dell’associazione, inserendola nel contesto storico. Alcuni pannelli recheranno i QR Code per accedere con smartphone e tablet alla Mostra Virtuale, disponibile sul sito 100anniafs.it: tale mostra, realizzata dal Prof. Francesco Tissoni, docente di Editoria Multimediale presso l’Università degli Studi di Milano, contiene infografiche, filmati, foto e video e anche molti testi di approfondimento. Tali strumenti ben si integrano con la scelta didattica fatta e consentiranno agli studenti di arricchire la propria ricerca storiografica partendo dai valori del volontarismo, della libertà, del coraggio, della fratellanza, della civiltà e del dialogo, utilizzando una metodologia innovativa. Infatti, il visitatore interagisce direttamente con i contenuti della mostra, visualizzandoli attraverso una scansione; quindi, li ricerca e non li subisce passivamente, può stabilirne una sequenza personalizzata nella visualizzazione e trattenere nel dispositivo i passaggi che ritiene più interessanti.

 

 

 

 

§  2° fase:

 

  • i tutors affiancano i referenti, aiutandoli anche a modificare in itinere gli obiettivi sulla base delle difficoltà incontrate sul campo; non si dimentichi che il progetto prevede una didattica “al buio”, di scoperta e di ricostruzione degli avvenimenti, partendo dalle fonti, secondo il principio della valenza didattica dell’errore;
  • i tutors possono richiedere l’intervento specifico nei vari laboratori di docenti di materie diverse dalla storia, perché il progetto è interdisciplinare/multidisciplinare e tutto dipende dal tipo di fonti trovate ed esaminate;
  • nella prima metà di febbraio, ci sarà una giornata di incontro di tutti i gruppi, sia per comunicare l’oggetto specifico di studio dei singoli gruppi, lo stato della propria ricerca, lo scambio di idee ed esperienze, o per evidenziare gli aspetti problematici eventualmente emersi, sia per avere degli interventi mirati (brevi lezioni) su argomenti specifici relativi alla Prima Guerra Mondiale. In questa riunione collettiva, si cercherà di individuare, se possibile, un filo conduttore comune, emerso in ogni gruppo di lavoro, allo scopo di preparare una mostra finale con un titolo adeguato, che rispecchi il lavoro di ricerca di tutti i gruppi;
  • in questa seconda fase, possono essere programmate alcune visite guidate all’Archivio di Stato di Lecce (la cui Sezione Didattica ha proposto un percorso formativo dal titolo “La Grande Guerra nelle fonti d’Archivio”), ad altri archivi comunali o privati, oltre che al Museo

 “Castromediano” di Lecce, che ha una sezione relativa ai costumi, alle opere, al modo di vita

dei primi del Novecento;                                                                                                                       8

  • saranno, altresì,     utilizzabili     le     unità    didattiche    collegate     della     mostra    virtuale

(www.100anniafs.it) ad opera del Prof. Francesco Tissoni, docente di Editoria Multimediale presso l’Università degli Studi di Milano;

  • per approfondire lo sviluppo dei valori del volontarismo e della solidarietà nel contesto bellico, sarà fruibile infine un DVD di RAI Storia, della durata di 27 minuti, dedicato soprattutto a ricostruire la nascita di AFS nel contesto storico della Prima Guerra

 

§  3° fase:

  • completamento del lavoro di ricerca da parte dei gruppi e organizzazione di una presentazione in Power Point, di un video o di un “corto”; una delle proposte è, infatti, quella di filmare (o far filmare da un esperto) le fasi di laboratorio dei vari gruppi e poi di “montarle” in un filmato che renda l’idea di tutto il lavoro fatto;
  • se possibile, verrà istituita una borsa di studio per premiare il lavoro o i lavori migliori;
  • preparazione della mostra finale (con allestimento a Lecce, o itinerante), che costituirà la sintesi argomentativa e grafico-estetica del lavoro svolto;
  • organizzazione di un convegno di presentazione pubblica del progetto realizzato, dei lavori dei gruppi, della mostra allestita: in tale occasione, si potrebbe presentare il libro Dove sta la frontiera di Roberto Ruffino e Stefania Chinzari, edito da Hoepli, con probabile intervento dell’autore (R. Ruffino, Segretario Generale di Intercultura);
  • presentazione del volume di Paolo Macrì, L’American Friends Service Committee e il soccorso quacchero in Europa dalla Grande Guerra al 1923, edito da Manni,

 

 

 

 

  • utilizzazione dei gemellaggi tra i comuni salentini e i comuni italiani della linea del fronte, o quelli con i comuni di paesi stranieri coinvolti nella Prima Guerra Mondiale per promuovere degli scambi di studenti (anche durante le attività di laboratorio) o dei viaggi di studio per visitare i luoghi della Grande Guerra, soprattutto nel caso di adesione di comuni gemellati con altri comuni italiani o stranieri, coinvolti direttamente nelle operazioni del conflitto o nella costruzione e nell’uso delle trincee;
  • valutazione finale del lavoro da parte degli studenti e di tutti i

 

 

Attestazioni:

Ogni studente che avrà partecipato con assiduità al laboratorio, avrà un attestato finale utile ai fini del Credito Scolastico e n. 2 CF validi in qualunque Facoltà dell’Università del Salento, alla quale decidesse di iscriversi.

 

Staff del Cesram/Università del Salento

  • Giuliana Iurlano
  • Antonio Donno
  • Daniele De Luca
  • Furio Biagini
  • Massimo Ciullo
  • Maurizia Pierri 9
  • Giuseppe Patisso
  • Monica Genesin
  • Alessandra Beccarisi
  • Elisa Rubino
  • Attilio Pisanò
  • Giuseppe Gioffredi
  • Bruno Pierri
  • Valentina Vantaggio
  • Paolo Macrì
  • Lucio Tondo
  • Fiorella Perrone
  • Francesca Salvatore
  • Patrizia Carratta
  • Fausto Carbone
  • Valentina D’Alba
  • Giovanni Calò
  • Nadia Schina
  • Lucia Ponzo
  • Guendalina Donno

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Staff di Intercultura (Centro Locale di Lecce)

  • Renato Di Chiara Stanca
  • Anna Rita Faggiano
  • Anna Maria D’Antona
  • Francesco Paolo Monaco

 

 

Referenti per ogni scuola che aderisce al progetto

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Docenti dell’Università del Salento e professionisti esterni di varie discipline terranno delle brevi lezioni di raccordo e di chiarimento su aspetti specifici della Prima Guerra Mondiale nelle fasi di riunione dei gruppi.

 

 

Lecce, 14 luglio 2014

 

 

Prof. Giuliana Iurlano                   Prof. Renato Di Chiara                 Prof. Giuseppe Patisso                   10

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prof. Giuliana Iurlano Cesram Lecce giuliana.iurlano@unisalento.it http://cesram-it.webnode.it 347/5080572

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prof. Renato Di Chiara Stanca redab@tiscali.it www.intercultura.it 328/7042433

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prof. Giuseppe Patisso Delegato del Rettore per l’Orientamento Università del Salento

giuseppe.patisso@unisalento.it www.unisalento.it 349/3530419